Angelo Fortunato FormÃggini, editore ebreo e protagonista della cultura italiana degli anni Venti e Trenta, fu il primo suicida contro le leggi razziali e le persecuzioni del regime fascista. Si buttò dalla Torre della Ghirlandina di Modena il 29 novembre 1938. Un gesto politico, come scrisse lui stesso alla moglie: «Non posso rinunciare a ciò che considero un mio preciso dovere. Io debbo dimostrare lassurdità malvagia dei provvedimenti razzisti». Visionario, ironico, un vulcano di idee e un impegno costante per la promozione del libro e della cultura, FormÃggini era un intellettuale anomalo sotto tutti i punti di vista: si considerava un fuoruscito, estraneo a ogni consorteria, classe, razza, partito, e forse anche per questo la sua vita è tuttora avvolta in una sorta di congiura del silenzio. Fu lui a ideare lEnciclopedia italiana, la cui paternità gli fu poi scippata dal grande avversario, Giovanni Gentile. Fu FormÃggini a coniare la parola editoria e riviste e collane di successo, e fu sempre lui a inventare la prima biblioteca circolante. Discendente dei gioiellieri degli Estensi, sacrificò il suo patrimonio e le sue infinite energie allo scopo di tutta una vita: fare bei libri. Strinse legami coi maggiori intellettuali del tempo, da Pascoli a Croce, e, come ebreo per lassimilazione e fautore della fratellanza umana, FormÃggini fece dellironia la sua filosofia di vita. Al suo fianco, una donna formidabile: Emilia Santamaria, pioniera della pedagogia che, dopo la morte di lui, si rifiutò di giurare fedeltà al fascismo, perdendo così la cattedra. Marco Ventura dipinge laffresco di una vita straordinaria, fino alla sua conclusione al grido terribile di Italia, Italia, Italia!. Prefazione di Aldo Cazzullo.
error Non è stato possibile inviare il tuo giudizio sulla recensione