Il 24 febbraio 2022, Vladimir Putin, con laggressione dellUcraina, ha sconvolto lordine politico ed economico internazionale e innescato una gravissima crisi globale. Ma cosa lo ha spinto a infrangere la pace che regnava in Europa dal dopoguerra e a scatenare un conflitto che ha già seminato morte e distruzione e avrà tragiche ripercussioni sulla stessa società russa e sullimmagine del paese nel mondo? I saggi contenuti in questo libro – scritti da alcuni dei massimi studiosi della Russia e del comunismo e curati dagli storici Galia Ackerman e Stéphane Courtois, già autore de Il libro nero del comunismo – si propongono di rispondere a questo interrogativo e non solo. Ricostruiscono, infatti, nella sua complessità , la parabola esistenziale e il profilo politico dellex agente del KGB che, diventato zar, nellarco di un ventennio ha fatto della paura il principale prodotto desportazione della cosiddetta «Russia postcomunista». Una paura indotta dallinstabilità , alimentata da reti di propaganda e disinformazione sparse in tutto il pianeta, e dalle minacce sempre rinnovate di attacchi nucleari e di crisi energetiche e alimentari. E documentano al contempo il sogno imperiale dellautocrate russo, che non ha mai accettato la dissoluzione dellUnione Sovietica, da lui espressamente definita «la peggiore catastrofe geopolitica del XX secolo». Ne emerge un ritratto che affonda le radici nei valori propri di ogni dittatura: occupazione del potere economico e politico da parte di una ristretta cerchia di complici e di oligarchi conniventi, soppressione di ogni voce e forma di dissenso, militarizzazione delle coscienze, riscrittura orwelliana della storia, uso politico della religione e conduzione di una guerra ibrida nei paesi rivali. Alla luce delle analisi proposte in queste pagine possiamo finalmente iniziare a guardare a Putin e al suo regime con maggior consapevolezza degli errori commessi in passato nel sottovalutare il pericolo da lui rappresentato.
error Non è stato possibile inviare il tuo giudizio sulla recensione