«Scaltra come una zingara»: così Alberoni definì Elisabetta Farnese (1692-1766) pensando alle sue doti politiche. Regina consorte tuttaltro che passiva e dietro le quinte, la sua figura si presta allanalisi dellapporto muliebre alla realizzazione della sovranità monarchica europea, in sintonia con lattenzione della più recente storiografia alla regalità femminile, al ruolo delle regine consorti, nonché allinfluenza delle donne nella costruzione delle corti. Le vicende della Farnese vanno infatti ricollocate in un quadro di studi profondamente rinnovato negli ultimi decenni. In questa biografia si presta quindi attenzione alla formazione della futura regina di Spagna negli anni del tramonto degli antichi stati principeschi italiani, decadenti, ma con corti ancora vivaci e in grado di rappresentare dei modelli culturali e artistici. Proprio il destino della penisola italiana rappresenta il cuore della successiva politica internazionale della regina di Spagna. Si è voluto superare lo stereotipo della madre ambiziosa, per cogliere maggiormente i disegni complessivi di Elisabetta. La vita della regina di Spagna ha fatto i conti con i nodi internazionali che caratterizzarono il vecchio continente nella prima metà del Settecento: il conflitto a livello mondiale tra le potenze coloniali della Francia e dellInghilterra; la crisi e la resilienza dei paesi mediterranei; laffermazione prima degli Asburgo di Vienna e lemergere poi della Prussia come nucleo tedesco alternativo allinterno dellImpero. È in questo quadro assai complesso che Elisabetta Farnese attuò unattenta politica volta allaffermazione della dinastia. Fu soprattutto grazie al suo operare, energico e non sempre convenzionale, che nacquero numerose branche della famiglia dei Borbone, destinate a dominare con tratti assai comuni lEuropa della seconda metà del Settecento.
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