Aurelia, Aurélia inizia su una nave. Lautrice, sedici anni, sta viaggiando verso l’Europa a unetà in cui ci si può provare addosso persone come abiti. Ha la fiducia adamantina di unadolescente che coltiva le sue prime ossessioni, sicura della sua maturità , sicura della vita che laspetta. Poi capita che la vita vada per i fatti propri, indifferente ai desideri, programmi, aspirazioni. Capita che il proprio secondo marito muoia ed è l’esperienza del lutto il centro – o meglio, il motore – di questo straordinario memoir. La morte di Eric Zencey è loccasione per l’autrice di ripartire per un viaggio, un viaggio interiore tra arte e letteratura, ricordi e serie tv, cotte giovanili e film, e ogni narrazione, ogni tassello di vissuto aiutano ad avere uno sguardo sempre più profondo sulla vita. Davis ci traghetta da unesperienza a una considerazione, da una interpretazione a unemozione con lagilità che è tipica del suo linguaggio: uno svolazzo tra gli abissi, nelle terre di mezzo che l’esistenza ci offre. Questo memoir non è composto solo dai ricordi, ma dai movimenti dellanima che si nutre di ogni esperienza attraverso la parola.
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