Scritto nei primi anni Venti e ritrovato nel suo archivio privato, questo di Guido Pallotta è il racconto in prima persona di un ragazzo e di una generazione che si ritrovarono protagonisti di un«impresa impossibile», alla fine del primo conflitto mondiale, insieme a Gabriele DAnnunzio e al suo esercito di legionari, idealisti, combattenti e sbandati. Nelle pagine dellepoca – introdotte da Giordano Bruno Guerri e curate da Aldo Grandi – il futuro «squadrista con la penna» e gerarca fascista rievoca latmosfera della gesta di Fiume: il volontarismo postbellico, i sogni irrequieti, le delusioni e i drammi degli uomini che mollarono tutto per unirsi, anima e corpo, alla più grande avventura militare portata a termine da un esercito che tale non era se non nella volontà di raggiungere la meta. Vicende personali, aneddoti e politica si mischiano nella narrazione di Pallotta, testimonianza di un clima e di un mito che non possono essere compresi se non calati nel loro periodo. Introduzione di Giordano Bruno Guerri.
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