Il 7 novembre 1916 Pavel Florenskij diede inizio alla raccolta di queste pagine autobiografiche dedicate ai figli. Il rapido precipitare degli eventi conferì unurgenza e un tono nuovi a questopera, segnata dal presentimento della fine, che costituisce la vera eredità culturale e spirituale di quel genio assoluto della mente e dello spirito che fu Pavel Florenskij, filosofo della scienza, fisico, matematico, ingegnere, epistemologo, ma anche teologo, teorico dellarte e di filosofia del linguaggio, studioso di estetica, di simbologia e semiotica. Scritti nel periodo più fecondo della maturità , questi ricordi costituiscono unavventurosa scoperta dei misteri dellesistenza, una versione contemporanea delle Confessioni agostiniane.
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