L’unicità di Lino è data da un insieme di fattori agglutinati da quel collante straordinario che accomuna tutte le manifestazioni di intelligenza. Quel collante che noi sbrigativamente definiamo curiosità , spesso addirittura dandogli un’accezione negativa. Al contrario è proprio la curiosità a dilatare i confini di qualunque forma di conoscenza. Questa stessa silloge di incontri non fa che confermarcelo. Che Lino sia prevalentemente un jazzista (e che fior di jazzista) è universalmente noto, ma che simultaneamente in lui gli interessi artistici si irradino in tutti i campi è sapere di pochi. Leggere questo libro ha rappresentato in me occasione di enorme invidia. Dovrei riempire questa pagina di un elenco di divinità , da Woody Allen a Louis Armstrong, da Riccardo Muti a “ero a cena con Dizzy Gillespie e Count Basie...†che Lino Patruno ha incontrato e raccontato.
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