Lautore ha elaborato qui un modello operativo dellarte tradizionale, proponendolo in modo accattivante nella forma di un gioco di ruolo. Con tutta una serie di partite storiche, ben documentate e analizzate, lautore ha illustrato alcune mosse strategiche fondamentali, per giocare, magari con successo, a questo gioco, chiamato, con criterio esplicito, Conedon. Queste analisi gli hanno permesso tuttavia devidenziare il frequente ricorso, sia da parte degli artisti che dei fruitori, al bluff conoscitivista. A questo punto lautore si è fatto coraggio cercando di proporre un gioco alternativo, che egli ha chiamato, sempre con criterio esplicito, Hedon, in cui il bluff stigmatizzato viene eliminato o comunque smascherato e messo alla berlina. In questo testo lautore non ha voluto né esporre un manifesto programmatico per un nuovo movimento artistico, né illudersi di ricostruire in modo oggettivo le partite storiche proposte, né, infine, di sostituire ad un gioco metafisico, un gioco empirista. Il lettore assumerà il ruolo che più gli aggrada e farà le sue mosse, nel Conedon o in Hedon, come preferisce. Il testo diventerà allora ciò che il suo autore spera: i giochi dellarte.
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