Dal dopoguerra assistiamo ad un fenomeno nei secoli mai accaduto: la sistematica cancellazione dell'identità architettonica italiana. La cancellazione di un paesaggio che era la nostra cultura del costruire, la nostra identità estetica. Non ci si riferisce, qui, ai monumenti, ma a tutto quello che stava loro attorno. Quella parte d'Italia era imprescindibile legante: era, di fatto, l'Italia. Di un Paese l'aspetto modellato dall'uomo - ossia antropizzato - non può esaurirsi nel solo elemento monumentale, nei pur preziosissimi affreschi della cappella Sistina, nelle rovine dell'Impero Romano o nelle dimore patrizie. Le anonime realtà urbane e suburbane, la fittissima rete di cittadine di provincia sono di pari importanza nella definizione estetica di un luogo. Il loro impatto visivo pesa assai più di una basilica rinascimentale o palazzo barocco. E, infatti, la quantità di elementi simili a 'caratterizzare' un territorio, e non viceversa. Introduzione di Eugenio Riccomini.
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