In tutti gli immaginari mitologici, fiabeschi o fantascientifici, i mostri sono lincontro «sovrannaturale» o «contronatura» tra lumano e il selvatico e sono perciò controversi, paradossali, irriducibili allunità , alla coerenza, alla semplificazione. Creature divinatorie, i mostri sono fatti di futuro, sono avvertimenti. Anomalie non prevedibili né uniformabili, appaiono perciò disfunzionali. Eppure sono potentissimi, capaci di scardinare lassuefazione analgesica alla nostalgia e lossessione prestazionale per lefficienza. Il paesaggio è un mostro quando sa infrangere le partizioni e le tassonomie del controllo, superare lalterità tra urbano e naturale, sovvertire lisomorfismo dellhabitat umano, sospenderne le sedazioni etiche ed estetiche e turbare con visioni laicamente prodigiose, oltre le religioni dellecologia, del «verde» e della naturazione consensuale.
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