Recuperi da involucri e imballaggi, carte di riso acquistate qua e là e altro ancora. A guidare la provvista sono le sensazioni – visive, tattili, tattilo-visive – che la carta suscita. Dove materia e colore sono promesse di avventure: sfide a tradurre in musica accensioni di eros. Musica per gli occhi; ma non solo. Le 27 operine qui raccolte sono nate luna in fila allaltra nel mese di ottobre del 2013. Il punto di partenza è la carta velina con cui un tempo si costruivano gli aquiloni, in questo caso di un colore blu elettrico. La prima mossa è stata quella di incollarla su cartoncini di piccole dimensioni. Il resto è venuto da sé, innescato dal tono forte e impegnativo di partenza: una partita con i colori e i materiali, fatta di mosse e contromosse, in cui la posta in gioco è la conquista di armonie inedite. In qualche caso anche il blu del fondo è stato travolto, scomparso dallimporsi di altri accordi. Nulla, del resto, è preordinato. Ogni collage è un percorso verso lignoto, una successione di passaggi fatti di scoperte, imprevisti e insidie. Il primo a sorprendersi dellesito è lautore.
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